La guerra è sempre distruzione di umanità, uccisione di persone. La guerra umanitaria è la più disgustosa menzogna per giustificare una guerra: ogni guerra, come afferma una nota di Emergency (che di conflitti è titolata a parlare) «è un crimine contro l'umanità. (…) Se i governanti si impegnassero a costruire rapporti di rispetto, di equità, di solidarietà reciproca tra i popoli e gli Stati, se perseguissero politiche di disarmo e di dialogo, le situazioni di crisi potrebbero essere risolte escludendo il ricorso alla forza».

Ci poniamo infatti questa domanda. È stato fatto tutto il possibile da parte dei Paesi oggi interventisti, Italia compresa, affinché un despota come Gheddafi si dotasse di armamenti pesanti? Figuriamoci!
Proprio da questo sito - leggi qui - un importante documento di Giorgio Beretta analizza le triangolazioni necessarie per esportare materiale bellico sfuggendo ai controlli internazionali. E sempre dalle agenzie di stampa sappiamo che i primi aerei a disertare le consegne di Gheddafi furono due Mirage atterrati a Malta. Due aerei militari di indiscussa matrice francese.
La nostra politica e i nostri governanti, gli stessi che ora indicano la guerra come necessaria, fino a pochi giorni addietro hanno armato, sostenuto e intrecciato rapporti finanziari col dittatore Gheddafi responsabile di reiterate violazioni dei diritti umani verso i propri cittadini e verso i migranti di passaggio sul suolo libico.
È evidente che la partita aperta ora dalla «coalizione dei volenterosi» (con armi a volontà) garantirà solo un moltiplicarsi di lutti e rovine e chissà quanto a lungo per la popolazione «da aiutare». A dircelo sono le condizioni in cui si trovano i tanti paesi «soccorsi» in passato.

Certo, chi (anche attenendosi alla nostra Costituzione) «ripudia la guerra» sempre e comunque, non può sfuggire davanti all’argomento un po’ ricattatorio che «non si poteva lasciare che il tiranno per domare la rivolta facesse uno sterminio». Ma non c’è bisogno di essere analisti geo politico-strategici per sostenere che si potevano usare a tal fine le armi della dissuasione e della diplomazia magari sotto egida Onu. Solo che lo si fosse voluto da parte delle solite grandi potenze, ex o post coloniali. Che rimangono tali perché oltre alla potenza militare hanno saputo sviluppare all’infinito la capacità di intervento diretto e indiretto nelle situazioni di loro interesse, come è il caso ora della Libia, terzo più grande serbatoio di petrolio…
Prima di arrendersi «realisticamente» all’argomento che la guerra era «l’unica soluzione per fermare il massacro» meglio rifugiarsi sotto il NO alla guerra: contiene quasi sempre la chiave anche per ragionare.

la redazione di paciclica.it



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