Da Brescia a Fossoli-Carpi la prima tappa, a Marzabotto la seconda, a Barbiana la terza conclusiva.
Tre mete in fila a cadenza giornaliera, ognuna di grande significato civile, raggiunte in bici lungo un percorso complessivo di 330 km.

logo stradememoria 70 webÈ il viaggio pensato e attuato
una settimana fa come preparatorio alla prossima Paciclica dal gruppo Paciclica-speed (il biciviaggio Brescia-Perugia in soli 3 giorni anziché i 6 del gruppo Paciclica-slow). Esso esprime bene l’essenza stessa di Paciclica, nata per andare alla Marcia Perugia Assisi a testimoniare per la Pace ma, responsabilmente, anche per l’Ambiente.
Da un simile approccio era nata nel 2008 l’idea della Pedalata al Vajont intesa come “pedalata d’impegno civile”, per condividere coi cittadini di Erto la memoria di quella enorme tragedia che fu anche enorme delitto ambientale. In fondo era solo l’idea di un particolare cicloturismo in cui il piacere della bici è finalizzato a una destinazione di forte valore morale, importante da visitare e conoscere, sapendo che il mezzo con l’impegno fisico che richiede aggiunge sempre qualcosa sia come esperienza che come testimonianza.
Il viaggio fatto ora da una quindicina di paciclici è nello stesso solco, e in quanto preparatorio a Perugia, anche ben scelto perché tale da allenare sia fisicamente che spiritualmente.


Tocca infatti tre luoghi qualunque ma molto identitari, dove la Storia ha lasciato un segno molto forte che fa bene a tutti conoscere. Tre luoghi scollegati fra loro ma che in un itinerario ideale, tracciato con un po’ di consapevolezza storica e di sentimento si collegano benissimo.


R0029912 webFossoli è il primo, qualche km prima di Carpi (e 120 da Brescia). È stato l’unico campo di concentramento-smistamento verso i lager di ebrei e perseguitati politici nell’Italia occupata. Fra i 5.000 che ha “ospitato”, ci fu Primo Levi, e sapere che il più grande testimone critico dello sterminio cominciò qui (febb. ‘44) il suo viaggio per Auschwitz basta a motivare la visita.
Il campo-museo di Fossoli fa memoria anche del suo uso a guerra finita per dare riparo a vittime della guerra, come i bambini orfani e successivamente i profughi giuliano-dalmati.


R0029908 webLa visita a Fossoli si completa poi al Museo-Monumento al Deportato che Carpi decise di erigere nel 1973 nelle sale del Castello: un percorso lungo grandi pareti coperte con i nomi dei 5.000 e dove si alternano disegni e dipinti in tema donati da grandi artisti e incisioni di brani dalle lettere dei condannati a morte della Resistenza europea.


R0029891 webR0029885 webR0029900 webL’indomani tappa ciclisticamente più dura: gli oltre 100 km sono negli ultimi venti di saliscendi appenninici e i 6-7 finali per arrivare a Marzabotto-Monte Sole hanno pendenze oltremisura e, fatti in bici, aiutano a considerare il percorso tortuoso che fecero (settembre 1944) i reparti nazisti per arrivare a compiere la serie di eccidi in quelle sperdute borgate montane, raggiungibili solo grazie al servizievole aiuto di collaborazionisti locali. Il Parco storico di Monte Sole per la ricchezza di luoghi e memoriali obbliga a finire lì la giornata e lì niente di meglio dell’ostello del parco.

Terza tappa altrettanto dura e lunga, da un versante all’altro dell’Appennino, per arrivare a Barbiana, il villaggio dove fu esiliato don Lorenzo Milani e dove prese forma la sua idea di scuola democratica, innovativa nei metodi e nei contenuti che è diventata insieme ai suoi scritti fonte d’ispirazione per generazioni di insegnanti e non solo.
Nella canonica che diventò aula scolastica e insieme laboratorio d’arte e mestieri campeggia ancora fra attrezzi e carte geografiche il motto caro a Don Milani I care (mi interessa, ho a cuore) espressione di una pedagogia attenta ai valori sociali e civili, e a formare anzitutto cittadini consapevoli. In altre carte appare il don Milani che aveva adottato la Costituzione come guida per l'insegnamento o che prendeva pubblicamente posizione contro il militarismo, da obiettore di coscienza.
È anche questo a rendere coerente Barbiana come meta conclusiva di un viaggio paciclico. Dopo Fossoli e Carpi, in ricordo alle vittime della discriminazione alimentata dall'eterna paura per il diverso, e poi Marzabotto a monito permanente sulla ferocia della guerra, il luogo sperduto dove fino a metà anni ‘60 fu bandita una mente illuminata come quella di don Milani che tuttavia lì seppe liberarsi e fare avanzare l’intera cultura democratica italiana.
L’augurio di Paciclica è che tanti altri amici ciclisti possano trovare attraente e replicare il viaggio descritto (o per lo meno una delle sue mete).


Gino Ferri

 

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