Christiana FigueresNoi di Paciclica che facciamo dell’andare alla Marcia della pace una occasione per dimostrare

anzitutto il rispetto dell’ambiente, dato che da lì, direttamente o indirettamente passa anche la pace-fra-gli-uomini, vogliamo rallegrarci per la recente candidatura di Christiana Figueres, la signora Clima, a segretario generale dell’ONU.
È stata lei l’architetto della conferenza Onu sul Clima di Parigi del dicembre scorso (Cop21) conclusa con lo storico accordo per la riduzione delle emissioni di CO2 sottoscritto da quasi 200 Paesi. A capo del Dipartimento Clima delle Nazioni Unite dal 2009 (da cui dipende la comunità di scienziati che nel 2007 per i suoi studi rivelatori del Rischio climatico meritò il premio Nobel per la pace) dopo esser stata per 17 anni responsabile dello sviluppo sostenibile per l’America Latina (incarico ottenuto per via della sua formazione da antropologa che l’aveva portata a conoscere da vicino gli effetti sulle popolazioni dei primi cambiamenti climatici): potrebbe essere lei la persona giusta per dare finalmente una svolta efficace alla missione istituzionale dell’Onu. Che è, ricordiamolo, di “mantenere la pace” fra i popoli e le nazioni.
Se finora la politica di dissuadere in vari modi gli Stati dal fare la guerra non ha funzionato, forse quella di costringerli a cooperare per evitare la catastrofe climatica potrebbe riuscire. Ma imporre a tutti i Paesi grandi e piccoli vincoli ambientali stringenti per tenere sotto i 2°C l’aumento della temperatura globale, come impone l’accordo, non è cosa facile. Si pensa che serva una personalità forte e prestigiosa, navigata e competente, caratteristiche che sembra proprio possedere la Figueres.

L’aiuta anche una appartenenza familiare di tutto rispetto: il padre, presidente eletto del Costarica per più mandati, ha abolito l’esercito già una quarantina d’anni fa - cosa impensabile in Centro America - con gran soddisfazione popolare.
Ma quel che ha portato più credito e consenso per la candidata da parte degli esperti è stata la sua idea vincente di puntare molto sugli impegni dal basso per ridurre le emissioni (per es. investimenti delle imprese nei settori green e buone pratiche di realtà locali e cittadini) piuttosto che imporre agli Stati solo limitazioni dall’alto di difficile applicazione.
Tanto ci basta per ritenere paciclicamente corretto - nel nostro piccolo - non solo rallegrarci per la candidata Figueres ma tifare quando sarà il momento (a dicembre) per la sua elezione a Segretario Generale.

Gino Ferri, per la redazione di paciclica.it

 



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