peace webDomani sera, al nostro primo incontro per preparare la prossima Paciclica, affronteremo le solite questioni pratiche, il percorso, le tappe, l’assistenza per raggiungere la solita cara meta di Perugia. Ma sappiamo già che non potremo non pensare a Parigi, ai terribili fatti


del 13 Novembre, che col sacrificio di tante vite innocenti hanno improvvisamente creato il vuoto intorno ai temi della pace (pace fra gli umani e nel rapporto con la natura) che stanno alla base di Paciclica.
Come paciclici,avremmo motivo di scoraggiarci per la facilità con cui ha preso piede in pubblico e in privato l’idea impaurita che siamo in guerra, perché i “bastardi islamici” ce l’hanno portata in casa e ora dobbiamo difenderci.
Scoraggiante ci sembra anche il fatto che l’attenzione esclusiva alla Parigi in guerra abbia quasi oscurato e tolto interesse allo storico evento che nella stessa Parigi sta per partire, Cop21. Cioé la tanto attesa Conferenza mondiale sul Clima considerata l’ultima occasione per impegnare gli Stati all’adozione di drastiche politiche eco compatibili per evitare il disastro. Così l’ampio dibattito che avrebbe dovuto precederla sui media per preparare e consapevolizzare l’opinione pubblica, in Francia come da noi e altrove, non ha trovato spazio. Persino la Marcia mondiale per il Clima prevista dentro Parigi per il 29, vigilia della inaugurazione, e che doveva essere la festa della creatività ecologica, la vetrina delle proposte dal basso di 130 associazioni ambientaliste da tutto il mondo è stata vietata nel nome della sicurezza. Come a dire che sembrano davvero tempi duri per portare in giro il messaggio di Pace&Ambiente...
A maggior ragione però noi crediamo che avrà senso una manifestazione come Paciclica. O meglio: che avrà senso la Marcia per la Pace Perugia-Assisi e, del pari, il nostro modo particolare di andarci secondo una formula collaudata in cinque edizioni e lungo i dieci anni dalla prima. Giovani e anziani, atleti e no, tutti motivati e convinti del valore simbolico tanto attuale dell'andare senza inquinare, nel rispetto della natura e nel godimento del paesaggio che si attraversa. Anzi, potrebbe essere arrivato il momento perché Paciclica faccia il salto di qualità e quantità partecipativa che da tempo auspichiamo. Dentro e fuori casa Fiab.
Per il momento ci concediamo e ci limitiamo a sognarne una del tutto speciale e immediata,direzione Parigi. Con la quale cercare di conseguire due obiettivi. Portare con la bici simbolo disarmato un messaggio distensivo nella città ipermilitarizzata, e nella stessa occasione, dare finalmente una soddisfazione alla bici: forte della fresca candidatura al Nobel per la pace lanciata da Caterpillar (Bike the Nobel) farle incontrare, alla conferenza dove saranno un po’ i padroni di casa, il celebre gruppo di scienziati ONU che grazie ai loro laboriosi studi sul Clima, il Nobel per la Pace lo ottennero nel 2007. (La motivazione diceva: "per i loro sforzi nel costruire e diffondere la  conoscenza sui cambiamenti climatici causati dall'uomo, e aver gettato le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti”).
Potremmo chiedere agli scienziati di provare a calcolare quante ton. di CO2 la Bicicletta evita che siano immesse in atmosfera grazie ai milioni di umani che ogni giorno la usano, per necessità o convinzione, per muoversi invece dei mezzi a motore... E quindi quanto meriti il prestigioso riconoscimento cui è giustamente candidata...
Tornando alla realtà, ci rimane da sperare che il deficit di pace che si riscontra ora nel mondo sia almeno compensato alla fine di Cop21 da una accresciuta responsabilità verso le esigenze della natura.

Gino Ferri per la redazione di paciclica.it



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