{rokbox title=|nei pressi di Tata| }images/stories/gusmeri/web_img_5840.jpg{/rokbox} 21 gennaio ICHT - TATA km 151 dislivello in salita m 380
Prima di inoltrarmi nel deserto faccio il pieno di bevande e qualche merendina tra i vicoli del povero villaggio di Icht; povero come del resto lo sono un po' tutti i villaggi rurali del Marocco.

Casupole dal tetto piatto con le pareti costituite da pisè, un impasto di argilla e paglia, senza servizi igienici e pavimento degno di questo nome; le botteghe e la vita del villaggio si ravvivano tardi, per cui parto alle 9:00 nell'attesa di trovare qualcosa da acquistare. Il vento favorevole proveniente da ovest, le temperature miti (circa 15-16 °C) il cielo terso, rendono fluida l'andatura per tutta la tappa. A Tata, piacevole cittadina con le vie contornate da pittoreschi porticati trovo alloggio in un albergo economico per 5 euro. La camera è pulita e la doccia calda.

{rokbox title=|DESERTO TRA ICHT E TATA| }images/stories/gusmeri/web_img_5824.jpg{/rokbox} {rokbox title=|LA LUSSUOSA HALL DI INGRESSO TATA| }images/stories/gusmeri/web_img_5848.jpg{/rokbox}

 

 

 

22 gennaio TATA - FOUM ZGUID km 140 dislivello in salita m 520
Grazie ancora al vento favorevole, pedalare nel deserto si rivela (stranamente) alquanto facile. A metà tappa incontro ancora Monique e Thierry che procedono in camper nella mia stessa direzione. Il traffico è scarsissimo, due-tre veicoli di passaggio all'ora e in tutta la tappa c'è solo un piccolo centro abitato intermedio. Tuttavia il paesaggio, seppure desertico risulta sempre interessante e dalle 16 in poi con il sole alle mie spalle che inizia a tramontare si accende con colori e riverberi incredibili.

{rokbox title=|THE HORROR DESERT PICTURES SHOW| }images/stories/gusmeri/web_img_5796.jpg{/rokbox}

 

23 gennaio FOUM ZGUID - AGDZ km 136 dislivello in salita m 1030
I 120 km di strada diretta a Zagora sono costituiti da una pista polverosa senza nessun abitato sul suo percorso, tant'è che diversi camperisti me l'hanno sconsigliata. Così per prudenza percorro un itinerario completamente asfaltato ma più lungo di 100 km, attraverso le montagne del Medio Atlante. Foum Zguid come del resto anche gli altri pochi centri abitati della zona doveva essere fino a qualche decennio fa poverissima. L'economia era basata su un'agricoltura ed allevamento di pura sussistenza, e solo negli ultimi tempi il turismo e qualche infrastruttura stanno portando un po' di ossigeno a gente altrimenti ridotta quasi alla fame. Tra le montagne incontro anora villaggi berberi, le donne qui al posto del cupo e nero chador, indossano sgargianti e vivaci veli, peccato che al minimo accenno di volerle fotografare mostrino un fiero diniego. In questa regione una cospiqua parte della popolazione proviene dall'Africa sub Sahariana (sono di carnagione quasi nera), poi ci sono i Berberi -doc- (pochi a dir la verità) con carnagione e occhi chiari e capelli rossicci. L'arrivo ad Agdz è da Candid Camera: dopo avere scansato due o tre seccatori, non faccio in tempo a togliere il sedere dalla sella che un invadente e cocciuto procacciatore di affari mi assale cercando in tutti i modi di costringermi a stringergli la mano come se fossimo amici da sempre; come consiglia la mia guida utilizzo il modo migliore per gestire la situazione ossia lo ignoro completamente trasformandomi in una maschera di bronzo e emettendo sommessi grugniti e brontolii finche il rompiscatole dopo alcuni minuti finalmente se ne va.

{rokbox title=|DONNE BERBERE NELLA VALLE DEL DRAA| }images/stories/gusmeri/web_img_5986.jpg{/rokbox} {rokbox title=|Valle del Draa, il mercato berbero| }images/stories/gusmeri/web_img_5972.jpg{/rokbox}

 

 

24 gennaio AGDZ - ZAGORA km 93 dislivello in salita m 340
Mi trovo nuovamente in una zona turistica e purtroppo la cosa è evidente. Discendendo la bella valle del fiume Draa, che non è altro che una immensa oasi serpentiforme lunga oltre 100 km puntellata da kasbah e villaggi, ogni bambino che incontri ti domanda stilo o caramelle. Nei punti più interessanti risulta difficile fermarsi piu di un minuto senza essere subito adocchiato da qualche guida o venditore di datteri. Inoltre i tanti km dei giorni precedenti comiciano a mostrare i loro effetti: le gambe sono affatticate e il mal di sedere si fa sentire. Zagora costituisce l'ultimo vero centro abitato di rilevante dimensione prima del grande vuoto sahariano. Da qui in poi il fiume Draa si insabbia. Al contrario delle mie aspettative che prefiguravano Zagora come un posto raccolto ed esotico, il turismo ha enormemente dilatato il centro abitato che sinceramente risulta anonimo e di scarso fascino. Hotel e camping a 4 stelle, perlopiù frequentati da ricchi e pasciuti occidentali 60-70enni sono sorti come funghi ovunque. E l'invadenza di negozianti e procacciatori di affari si avvicina ai livelli di Marrakech.



Paciclica è Pedalare per Impegno Civile

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