| [red] Tempo di allenamento e di piacere di stare insieme |
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| di Gino Ferri |
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Un progetto semplice — l'andare a manifestare per la pace utilizzando la bici — con tutta la valenza simbolica data dal mezzo, non inquinante, che richiede fatica, pacifico nel senso più integrale del termine: quel che serve, crediamo, per rendere più forte e credibile il messaggio che trasporteremo scritto sulle maglie (proprio ora in via di confezionamento) in modo che risulti più visibile e magari condivisibile. Ma dato che il nostro pacifismo fa rima con civismo e ambientalismo consapevoli, le uscite in bici sono anche occasioni per ruminare le immancabili notizie non-pacifiche e indigeste del giorno — gasolio nel Lambro, patata transgenica, paese franato... — condite magari con ciò che il territorio visto dalla bici offre talora direttamente ai nostri sensi: odori, colori, forme che hanno ben poco di naturale. Una collina sfregiata da un pugno di villette, una strada ingoiata da un triplo svincolo, un fosso retrocesso a discarica. Tutti fatti o misfatti che, per fortuna, vissuti in bici e in gruppo comprese pause ristoro fanno sfogare l'ironia e il buonumore piuttosto che consegnarci alla depressione e all'avvilimento. Altra dimostrazione se ce ne fosse bisogno di salubrità della bici.
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, redazione di Paciclica.it |










